Domenica 14 dicembre (h 16.30) a Circuiti Dinamici (via Giovanola 21/C, Milano) si inaugura la bipersonale “MATERIE IN TRANSITO” a cura di Sonia Patrizia Catena e Lorenzo Argentino visibile fino al 22 gennaio 2026.
Una mostra che si inserisce nel progetto “Nuovi punti di vista DINAMICI” e che vede due artiste, vincitrici dei precedenti concorsi, Caterina Ciuffetelli e Stefano Garoldi, condividere lo spazio in un’ottica di comunità, convivenza e condivisione. Una mostra in cui restano visibili le differenze e, al contempo, si definiscono occasioni di incontro e di scambio.
Due ricerche artistiche differenti per forma e linguaggio, ma accomunate da un’idea centrale: la materia come archivio vivente di memoria, tempo e trasformazione. La mostra riunisce per la prima volta i lavori di Caterina Ciuffetelli e Stefano Garoldi, offrendo al pubblico un confronto inedito tra due poetiche che, pur distanti, dialogano attraverso una sensibilità profonda verso il gesto e la sua traccia.
Nelle opere di Caterina Ciuffetelli, carta, filo e superfici riflettenti diventano strumenti di un linguaggio essenziale fondato sulla ripetizione, sulla geometria e su un rapporto intimo con il segno. Trame cucite, impronte, frottage e sottrazioni cromatiche rivelano un processo meditativo che trasforma il minimo intervento in un respiro visivo. La sua è una pratica della sottrazione, dove l’imperfezione umanizza la forma e invita a una contemplazione attenta e silenziosa.
Le sculture di Stefano Garoldi evocano invece paesaggi interiori e architetture sospese, nate da un dialogo tra memoria rurale, formazione tecnica e sensibilità poetica. Case, volumi e tetti diventano presenze mute che custodiscono storie collettive, mentre nelle serie più recenti l’ordine si incrina e lascia emergere fragilità, crolli e tensioni contemporanee. La ceramica, con le sue crepe e stratificazioni, diventa metafora dell’impermanenza e della precarietà del nostro abitare.
Il confronto tra Ciuffetelli e Garoldi evidenzia affinità inattese: entrambi lavorano sulla materia come luogo di rivelazione, sulla traccia come testimonianza, sulla partecipazione dello sguardo come parte integrante dell’opera. Al tempo stesso, emergono differenze significative in quanto Ciuffetelli ricerca l’essenzialità del gesto e della forma astratta; mentre Garoldi indaga l’archetipo della casa e le sue metamorfosi, tra memoria e rovina.
La mostra offre così un percorso che attraversa superfici, architetture e ritmi visivi, mettendo in relazione due modi complementari di interrogare la materia. Un dialogo che interroga il tempo, la fragilità e la responsabilità dello sguardo, restituendo allo spettatore un paesaggio poetico di presenze, vuoti e possibilità.
[Abstract testo critico di Sonia Patrizia Catena]
