Francesco Lasalandra | Fino al 18.07.2020

Francesco Lasalandra

1-18 Luglio

Così l’artista presenta il proprio lavoro:

<< Il tema del “viaggio” è realizzato con elaborazioni digitali utilizzando propri scatti fotografici.
L’elemento che maggiormente lo caratterizza è il cammino di figure anonime rappresentanti un’umanità priva d’identità e appartenente a una società sconosciuta che cammina senza un’apparente direzione e senso, solitamente seguendo un filo rosso che segna il percorso e sembra guidare le figure verso il raggiungimento di un obiettivo. È un destino comune e ineluttabile che unisce questi soggetti simili solamente in apparenza, tesi alla ricerca di una via di uscita dalla loro condizione >>

Francesco Lasalandra è nato a Milano, vive e lavora a Cinisello Balsamo. Consegue la maturità tecnica industriale e svolge il proprio lavoro presso una multinazionale milanese. Coltiva da sempre la passione per l’arte e intraprende la sua formazione inizialmente da autodidatta e in seguito frequentando la Civica Scuola d’Arte F. Faruffini di Sesto S. Giovanni. Una volta esauriti gli impegni di lavoro la approfondisce conseguendo i diplomi accademici di primo e secondo livello in Arti Visive con indirizzo Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

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La velocità con cui il tempo scorre per ciascuno di noi, che ovviamente è un concetto diverso dal matematico scorrere dei secondi che si succedono uno uguale all’altro, richiama la differenza tra tempo e durata, di bergsoniana memoria. Da un lato infatti abbiamo il tempo della scienza, osservabile, misurabile, analitico, certo, ma anche asettico nel suo succedersi concatenato; dall’altro quel coacervo di sensazioni e stati mentali, che ognuno di noi vive non in maniera sequenziale e matematicamente scomponibile, ma come un continuo fluire, sulla cui velocità percepita è enorme l’influsso dello stato psichico di ciascuno. Lo stesso evento, che il tempo misura come identico, può avere durata estremamente differente per ciascun essere umano che abbia occasione di viverlo: a volte pochi minuti sembrano un’eternità che non vuole saperne di passare e il tempo sembra letteralmente sospeso, altre volte intere ore volano via, senza che ne abbiamo percezione, convinti che siano passati pochi attimi. Ognuno di noi ha avuto esperienza di questa differenza, che rappresenta uno dei grandi misteri dell’uomo e della sua mente: il tempo che cerchiamo costantemente di ingannare finisce sempre per ingannare noi, allontanandosi praticamente sempre, nella percezione di ognuno, dal semplice dato misurabile. Bergson concludeva che la durata è l’unico tempo che esiste per ciascuno di noi: sicuramente è l’unico che possiamo percepire direttamente, per il quale non abbiamo bisogno di astrazione – come invece accade col tempo della scienza – per misurare ogni singolo attimo.
Aldo Torrebruno

 

 

 

COMPENDIO DEL TEMPO SOSPESO
Wunderkammern effimere
Curatela | Anna Epis e Aldo Torrebruno, microbonet

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